Gli scavi archeologici di Pompei rappresentano uno dei siti più straordinari al mondo, testimonianza perfetta della vita romana nel 79 d.C. Questa guida ti accompagna attraverso i percorsi principali dell'area archeologica, fornendo mappa dettagliata, informazioni pratiche e consigli per vivere al meglio la tua visita agli scavi di Pompei.
Itinerario nell'Area Archeologica
Da Porta Marina al Foro
Il percorso negli scavi di Pompei inizia da Porta Marina, così chiamata perché si trova in direzione del mare. Questa porta, che sembra quasi una torre compresa nella cinta muraria della città antica, aveva due passaggi: uno per i pedoni, l'altro per gli animali e i mezzi di trasporto leggeri.
In una delle sue nicchie c'è la statua in terracotta di Minerva, protettrice della porta. Nelle vicinanze della Porta sorgeva la Villa Suburbana di Porta Marina, un'abitazione di epoca imperiale con affreschi in terzo stile pompeiano (20 a.C. – 45 d.C.) di stampo egittizzante.
Appena fuori della porta ci sono le Terme Suburbane, aperte al pubblico nel 2002, caratterizzate da un peculiare spogliatoio in cui sono affrescati dei quadretti erotici che probabilmente servivano da segnaposto delle attività di prostituzione fornite ai clienti.
In Via Marina sorge il Tempio di Venere costruito da Silla nell'80 a.C. A sinistra, sempre sulla stessa traiettoria, sorge il Tempio di Apollo, costituito da un portico conquarantotto colonne.
Tale tempio risale all'epoca sannitica, ha dipinti in quarto stile pompeiano ovvero a tratti ornamentale e a tratti rigido, essenziale. Nell'interno del recinto sacro c'erano statue di varie divinità tra cui quella in bronzo di Apollo saettante e un busto di Diana.
Nelle vicinanze del tempio c'è una basilica preromana che può essere paragonata, per le sue funzioni, ad un odierno Palazzo di Giustizia.
Il Foro: Cuore della Vita Romana
Attiguo alla Basilica si erge il Foro civile, che era il cuore della vita economica, religiosa e sociale dell'antica Pompei. Gli Osci, in un primo momento, lo costruirono nel punto più centrale della città , mentre i Sanniti lo posizionarono in un luogo più decentrato.
L'area del Foro, se al tempo degli Osci era circondata da portici, in epoca sannitica era caratterizzata da botteghe ed edifici tra i quali spiccava il Tempio di Apollo.
Ai lati della piazza centrale sorsero il Tempio di Giove, la Basilica e la sede elettorale. In epoca imperiale furono costruiti l'Edificio di Eumachia, il Tempio di Vespasiano ed il Santuario dei Lari Pubblici protettori della città .
L'Edificio di Eumachia fu costruito dalla stessa Eumachia, sacerdotessa di Venere, che lo dedicò alla Concordia e alla Pietà Augusta. L'edificio si compone di due ambienti: in uno si può vedere un vasto recipiente che serviva per contenere l'urina, l'altro invece era utilizzato come deposito della lana.
Il Tempio di Vespasiano, la cui edificazione risale al periodo in cui eruttò il Vesuvio, è rimasto incompleto. Tuttavia, si può ammirare un altare marmoreo posto al centro del cortile su cui sono raffigurate le scene di un Sacrificio, gli Strumenti del Cerimoniale di Culto, due Alberi di alloro per l'imperatore Vespasiano e una Corona di foglie di quercia.
Il Santuario dei Lari Pubblici, ornato con marmi policromi, poteva essere considerato un vero e proprio luogo di culto in età imperiale. Nella zona occidentale del Foroci sono i Granai del Foro o Horrea che, al momento dell'eruzione del 79 d.C., erano un cantiere a cielo aperto. Ora fungono da deposito per attrezzi e reperti archeologici e conservano i calchi di alcune vittime dell'eruzione.
Dalla Casa del Poeta Tragico alla Villa dei Misteri
Le Domus Pompeiane
A questo punto del percorso ci imbatteremo in un susseguirsi di case pompeiane, le quali non erano solo delle semplici abitazioni, ma luoghi domestici e sacri al tempo stesso che, nel corso dei tempi, hanno subito delle evoluzioni.
Infatti, dallo schema semplice del IV sec. a.C. che poneva l'atrio quadrangolare al centro della vita domestica, si passa ad uno schema più ornamentale e lussuoso, dovuto all'influenza dell'Ellenismo nel III sec. a.C.
La Casa del Poeta Tragico è l'emblema della dimora signorile di epoca imperiale. Nell'interno, sul pavimento decorato a mosaico, è possibile vedere il cane legato alla catena - il famoso Cave canem - e la Scena Teatrale, oggi conservata al Museo Archeologico di Napoli, che ha dato il nome alla casa.
C'è poi la Casa di Pansa, che è una delle più estese di Pompei ed appartenne ad una famiglia di commercianti di Capua: i Nigidii.
Via Mercurio e le Case Nobiliari
Lungo la Via Mercurio, il cui inizio è rappresentato dall'Arco di Caligola, sorgono: la Casa dell'ancora, la Casa della Fontana Grande con una monumentale fontana nel giardino, e la Casa della Fontana Piccola.
Più avanti troviamo: la Casa di Adone, la Casa di Apollo, la sannitica Casa di Meleagro e la Casa di Castore e Polluce che è una delle pochissime abitazioni pompeiane ad avere un atrio corinzio.
Lungo il vicolo di Mercurio si erge la Casa del Fauno, con una superficie di 3000 mq, così chiamata perché al centro dell'atrio c'è una statuetta bronzea che raffigura un Satiro danzante. Anche qui fu rinvenuto uno splendido mosaico: la Battaglia di Isso, che raffigura Alessandro Magno che combatte contro Dario, oggi conservato nel Museo Nazionale di Napoli.
Sul lato opposto del vicolo di Mercurio c'è la sannitica Casa del Labirinto che prende il nome dal tappeto su cui è raffigurato Teseo che abbatte il Minotauro.
Casa dei Vettii e Via di Nola
Nel vicolo dei Vettii sorge l'omonima residenza che appartenne ad Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, personaggi illustri arricchitisi grazie al commercio del vino.
L'edificio è uno dei più raffinati dell'antica Pompei ed ha due atri. Ci sono affreschi raffiguranti Priapo, il dio della fertilità , gli Amorini e molti altri personaggi tratti dalla mitologia greca. Molto peculiare e raffinato è il triclinium, posto in un ambiente decorato su pareti a fondo rosso con bande nere.
Sulla via dell'omonima porta sorge la Casa degli Amorini Dorati, appartenente a Gneo Poppeo Abito, discendente dalla gens Pompea, ricca famiglia imparentata con Poppea Augusta, amante e poi moglie di Nerone.
Sulla Via di Nola sorgono la sannitica Casa del Torello e la Casa del Centenario appartenuta ad Aulo Rustio Vero.
Terme, Teatri e Luoghi di Intrattenimento
Le Terme di Pompei
Sulla Via di Stabia, così chiamata perché collegava l'antica Pompei con Stabia e Sorrento, sorgono le Terme Centrali, costruite dopo il terremoto del 62 a.C., e leTerme Stabiane, risalenti al IV sec. a.C. In questi luoghi ci si poteva dedicare alla cura del proprio corpo e, nella Grande Palestra attigua alle Terme, si potevano esercitare attività sportive all'ombra di enormi platani.
Il Foro Triangolare era il centro per eccellenza delle attività ludico-sportive, infatti su quest'area si svolgevano tali attività e, adiacente al Foro, sorgeva la Palestra Sannitica.
Il Lupanare
Merita un cenno anche il Lupanare, il "bordello" di più basso grado sociale dell'antica Pompei, dove avvenivano incontri carnali, come testimoniano le pareti su cui ci sono affreschi erotici con il dio Priapo.
Teatro Grande e Anfiteatro
Il popolo dell'antica Pompei amava anche gli spettacoli teatrali. Il Teatro Grande ha una capienza di 5000 spettatori, che potevano assistere alle audizioni musicali e agli spettacoli dei mimi.
Il colossale Anfiteatro di forma ellittica, risalente anch'esso all'80 a.C., poteva ospitare ben 12000 persone che presenziavano allo svolgersi dei famosi giochi tra gladiatori.
Via dell'Abbondanza e le Ville Finali
Sulla via dell'Abbondanza, uno degli assi viari principali che attraversa la città da est ad ovest, si susseguono varie tintorie o fulloniche, come quella di Stefano, dove l'impluvium, destinato alla raccolta delle acque, era stato trasformato in una vasca per lavare i panni.
Di notevole interesse sono anche i termopolii, ovvero le osterie, come quella di Asellina che ha il più completo banco di vendita per mescere bevande calde e fredde.
Sulla fine della Via dell'Abbondanza ci sono tre splendide ville: la Casa di Loreio Tiburtino con il suo monumentale colonnato e pergolato; la Casa della Venere in Conchiglia, così chiamata per l'omonimo dipinto; e la Villa di Giulia Felice che era in parte destinata ad osterie e botteghe.
Sul Vicolo Meridionale, parallelo alla Via dell'Abbondanza, sorge la Casa del Menandro, il famoso commediografo greco, detta anche Casa del Tesoro delle Argenterie perché in essa è stata ritrovata una raccolta di ben 118 pezzi d'argento.
Villa dei Misteri: Il Grande Finale
Lungo la Via dei Sepolcri, nei pressi della Porta di Nocera, oltre ad una Necropoli, sorgono alcune ville urbane come la Villa di Diomede, che ha un giardino con piscina che è il più grande di Pompei, e la Villa dei Misteri, scoperta nel 1909.
La Villa dei Misteri fu costruita nel II sec. a.C. ed è così chiamata per un enorme dipinto sui Misteri dionisiaci (3 m. x 17 m) su di un fondo rosso pompeiano che decora una delle sue sale definita Sala del Grande Dipinto.
Con la visita in questa meravigliosa villa si può concludere il nostro "viaggio" nei profumi e nei sapori, nell'arte e nella cultura di una città ricca di un antico fascino che si attualizza giorno per giorno grazie alla mole di turisti che l'affollano in ogni giorno dell'anno.
La Città Antica: Topografia dell'Abitato
Pompei sorgeva su di un contrafforte di 40 m. all'incirca, originatosi in seguito ad una colata lavica emessa dal Vesuvio durante un'eruzione avvenuta in epoca preistorica.
Il terreno su cui si estendeva l'antica Pompei era per questa sua natura irregolare; si presentava pianeggiante solo nel punto in cui c'era il Foro ed aveva una forte pendenza verso Sud dove la lava sembrava aver costituito un presidio verso il mare. La cinta muraria fu ingrandita in epoca Sannitica fino a raggiungere l'estensione di 3200 metri.
Le mura, costruite in travertino giallo, erano intervallate da otto porte: Porta Vesuvio e Porta di Capua a nord, Porta Marina a Ovest, Porta di Ercolano a nord-ovest, Porta di Nola e Porta di Sarno a est, Porta di Nocera e Porta di Stabia a sud.
In epoca romana cominciarono a sorgere molte abitazioni private, tanto che gli archeologi hanno suddiviso il nucleo abitativo in nove regiones o quartieri.
Le strade sono fiancheggiate da marciapiedi e, agli incroci delle stesse, ci sono maestosi pilastri con in cima un recipiente di piombo da cui scaturiva l'acqua per le fontane pubbliche.
Come Arrivare agli Scavi di Pompei
In Treno
Ingresso Porta Marina o Piazza Esedra:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)
Ingresso Piazza Anfiteatro:
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario)
Trenitalia Napoli-Salerno (fermata Pompei)
In Bus
Ingresso Porta Marina o Piazza Esedra:
SITA da Napoli e da Salerno
CSTP n.4 da Salerno
CSTP celere da Salerno (via autostrada)
In Auto
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)
Autostrada A3 Salerno-Napoli (uscita Pompei est)
Domande Frequenti sugli Scavi di Pompei
Quanto tempo serve per visitare gli scavi di Pompei?
Per una visita completa degli scavi archeologici di Pompei si consiglia di dedicare almeno 3-4 ore. Se vuoi approfondire e visitare edifici come Villa dei Misteri, Casa del Fauno e tutte le domus principali, prevedi una giornata intera.
Quali sono gli edifici imperdibili negli scavi?
Gli edifici assolutamente da vedere sono: Villa dei Misteri per gli affreschi dionisiaci, il Lupanare con le scene erotiche, il Foro (centro della vita romana), Casa del Fauno, Anfiteatro e le Terme Stabiane.
È meglio visitare Pompei con o senza guida?
Una visita guidata arricchisce enormemente l'esperienza, permettendo di comprendere la storia e i dettagli degli edifici. In alternativa, puoi utilizzare audioguide o la mappa interattiva con descrizioni dettagliate di ogni sito.
Qual è il periodo migliore per visitare gli scavi?
I periodi migliori sono primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre) quando il clima è mite e c'è meno affollamento. Evita l'estate se possibile, quando le temperature sono molto alte e i turisti numerosi.





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