Le domus di Pompei rappresentano la testimonianza meglio conservata al mondo di come viveva l'aristocrazia romana nel I secolo d.C. L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha cristallizzato per sempre queste abitazioni lussuose, con i loro atri monumentali, peristili fioriti, affreschi stupendi e mosaici raffinati. Visitare le domus pompeiane significa entrare letteralmente nelle case dei ricchi romani, camminare sui loro pavimenti originali e ammirare le stesse decorazioni che vedevano ogni giorno. Questa guida ti accompagna alla scoperta delle domus più importanti degli Scavi di Pompei, spiegandoti la struttura architettonica della casa romana e quali sono le abitazioni imperdibili.
Cos'è una Domus Romana?
La domus era l'abitazione tipica delle famiglie aristocratiche nell'antica Roma e nelle città dell'impero. A differenza delle insulae, condomini multipiano destinati alla plebe, la domus era una casa unifamiliare che si sviluppava prevalentemente in orizzontale, con ambienti disposti attorno a cortili aperti.
Le differenze tra domus e insula erano sostanziali. Mentre la domus ospitava una sola famiglia aristocratica più la servitù e si estendeva su uno o due piani con ampie superfici (da duecento fino a tremila metri quadrati), l'insula era un edificio verticale di tre-sei piani che conteneva appartamenti in affitto di trenta-ottanta metri quadrati ciascuno, abitati da artigiani, commercianti e dalla popolazione comune. La domus disponeva di cortili interni (atrio e peristilio), era riccamente decorata con affreschi e mosaici pregiati, e rappresentava uno status symbol dell'élite cittadina. L'insula invece aveva strutture semplici e funzionali, con spazi condivisi e decorazioni modeste.
Le Domus negli Scavi di Pompei
A Pompei sono state scavate oltre mille unità abitative, ma solo una parte sono vere e proprie domus aristocratiche. La maggior parte degli edifici erano botteghe con abitazione annessa, insulae o case modeste. Le grandi domus di cui parliamo in questa guida rappresentano l'élite architettonica della città antica, quelle meglio conservate e generalmente accessibili ai visitatori.
La domus più grande di Pompei è la Casa del Fauno, che copre circa tremila metri quadrati occupando un intero isolato, mentre le domus di dimensioni medie si attestavano sui duecento-ottocento metri quadrati. Queste abitazioni testimoniano il livello di raffinatezza raggiunto dall'architettura domestica romana e permettono di comprendere gli stili di vita, i gusti estetici e l'organizzazione sociale dell'aristocrazia pompeiana.
Struttura della Domus Romana: Gli Ambienti Principali
La domus pompeiana seguiva uno schema architettonico standardizzato, ereditato dalla tradizione etrusca e perfezionato dai romani nel corso dei secoli. La planimetria tipica prevedeva una successione di ambienti disposti lungo un asse centrale che attraversava tutta l'abitazione, dall'ingresso sulla strada fino al giardino posteriore.
Fauces: L'Ingresso
La porta d'ingresso era spesso decorata con mosaici di benvenuto che recavano scritte come SALVE o AVE. Il vestibolo poteva ospitare il larario, altare domestico dedicato ai Lari protettori della famiglia, e le casse forti incassate nel muro. In alcune domus si conservano ancora le porte originali in legno carbonizzato dall'eruzione. L'ingresso era concepito per impressionare fin dal primo istante il visitatore che entrava nella casa.
Atrium: Il Cuore della Casa
L'atrio costituiva il cuore della domus, un grande cortile coperto con apertura centrale chiamata compluvium, da cui entravano luce e acqua piovana. Al centro si trovava una vasca di raccolta denominata impluvium, spesso decorata con marmi pregiati e bordi scolpiti. L'acqua piovana veniva convogliata attraverso l'impluvium in una cisterna sotterranea che garantiva l'approvvigionamento idrico della casa.
L'atrio svolgeva molteplici funzioni essenziali nella vita della domus. Forniva illuminazione naturale a tutti gli ambienti circostanti, fungeva da sala di rappresentanza dove il padrone di casa riceveva ospiti e clientes durante la salutatio mattutina, ed esponeva le statue e i ritratti degli antenati (imagines maiorum) che rappresentavano l'orgoglio e la continuità della stirpe familiare.
Tablinum: L'Ufficio del Padrone
Il tablinum era collocato in asse con l'ingresso, alla fine dell'atrio, e costituiva l'ufficio privato del dominus. In questo ambiente il padrone di casa gestiva i propri affari, riceveva i clientes, conservava documenti e archivi familiari. Il tablinum era riccamente decorato per impressionare i visitatori e sottolineare la posizione sociale del proprietario. Spesso poteva essere chiuso da tende o da porte scorrevoli per garantire privacy quando necessario.
Cubicula: Le Camere da Letto
Le cubicula erano piccole stanze private disposte ai lati dell'atrio, senza finestre esterne per garantire privacy e protezione dal freddo. Contenevano essenzialmente un letto (lectus) e pochi altri mobili. Le decorazioni parietali utilizzavano prospettive architettoniche e paesaggi dipinti per creare l'illusione di spazi più ampi. Nonostante le dimensioni contenute, le cubicula delle domus aristocratiche erano finemente affrescate e rappresentavano uno spazio intimo e prezioso.
Triclinium: La Sala da Pranzo
Il triclinium era la sala destinata ai banchetti, caratterizzata dalla presenza di tre letti disposti a ferro di cavallo attorno a un tavolo centrale. Gli ospiti mangiavano sdraiati su un fianco secondo l'uso greco-romano, e il numero massimo considerato elegante era di nove commensali. Il triclinium era spesso affacciato sul giardino per permettere agli ospiti di godere della vista durante i pasti. Le pareti erano riccamente decorate con scene mitologiche e nature morte che celebravano i piaceri della tavola.
Peristylium: Il Giardino Colonnato
Il peristilio era il giardino colonnato situato sul retro della casa, circondato da portici con colonne che creavano un'area ombreggiata e fresca. Al centro si estendeva il viridarium, il giardino vero e proprio, con piante ornamentali, fontane, statue e a volte un ninfeo monumentale. Il peristilio rappresentava l'evoluzione dell'architettura domestica romana, influenzata dai modelli ellenistici, e costituiva uno spazio dedicato all'otium, il tempo libero colto dedicato alla conversazione, alla lettura e alla contemplazione.
Altri Ambienti della Domus
Oltre agli spazi principali, la domus comprendeva numerosi altri ambienti specializzati. La culina era la cucina, generalmente piccola perché la preparazione dei cibi era delegata agli schiavi, dotata di fornello in muratura e lavello. L'oecus era una sala di ricevimento particolarmente lussuosa utilizzata per occasioni speciali. L'exedra costituiva una sala aperta sul peristilio dedicata alle conversazioni colte. Le alae erano nicchie laterali all'atrio dove si collocavano armadi o statue. Le domus più ricche disponevano anche di un balneum privato con calidarium, tepidarium e frigidarium, un lusso riservato a pochissimi.
Una scoperta recente ha rivelato che alcune delle domus più lussuose dell'élite pompeiana potevano essere dotate anche di torri panoramiche. Queste strutture sopraelevate, attestate sia nella letteratura antica (come la celebre torre di Mecenate a Roma) sia negli affreschi che decoravano le ville, servivano per osservare la città , il golfo e le stelle di notte. Le torri rappresentavano un simbolo di potere e ricchezza, anticipando di oltre mille anni le torri medievali delle famiglie aristocratiche di Bologna e San Gimignano. La Casa del Tiaso nella Regio IX ha rivelato una scala monumentale che conduceva probabilmente a una torre, dimostrando come l'élite pompeiana cercasse di distinguersi anche verticalmente.
Scopri le torri nelle domus di Pompei: simboli di potere come nel Medioevo
Le Domus Più Importanti di Pompei
Tra le numerose abitazioni scoperte negli scavi, alcune domus spiccano per dimensioni, ricchezza delle decorazioni o eccezionale stato di conservazione. Queste case rappresentano i capolavori dell'architettura domestica romana e costituiscono tappe imprescindibili per chi visita Pompei.
Casa del Fauno
La Casa del Fauno rappresenta il culmine del lusso abitativo pompeiano. Con i suoi tremila metri quadrati occupa un intero isolato e prende il nome dalla celebre statuetta del Fauno danzante in bronzo che decorava l'impluvium dell'atrio (l'originale è conservato al Museo Archeologico di Napoli, mentre negli scavi è visibile una copia).
Questa straordinaria domus presenta caratteristiche uniche: due atri completi (uno tuscanico e uno tetrastilo, quest'ultimo particolarmente raro), due peristili di dimensioni monumentali, e una ricchezza decorativa senza eguali. Il pavimento del grande esedra ospitava il Mosaico di Alessandro, il più vasto e spettacolare mosaico figurato dell'antichità , che raffigurava la battaglia di Isso tra Alessandro Magno e Dario III re di Persia. Il mosaico, composto da circa un milione e mezzo di tessere, è oggi esposto al Museo Archeologico di Napoli.
La Casa del Fauno apparteneva probabilmente alla famiglia dei Satrii, tra le più potenti e ricche di Pompei. L'architettura della domus riflette i gusti dell'aristocrazia ellenistica del II secolo a.C., con proporzioni perfette e simmetria rigorosa che la rendono un esempio paradigmatico dell'architettura domestica romana di alto livello.
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Casa dei Vettii
La Casa dei Vettii custodisce gli affreschi meglio conservati di tutta Pompei, con colori vividi che sembrano appena dipinti. Questa domus apparteneva ad Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, due fratelli liberti (ex-schiavi affrancati) che si erano arricchiti con il commercio del vino.
Le decorazioni in Quarto Stile pompeiano sono di qualità straordinaria. Le pareti presentano scene mitologiche elaborate con Ercole bambino che strangola i serpenti, il supplizio di Penteo, Dioniso che scopre Arianna addormentata. Particolarmente celebre è il fregio degli Amorini, dove cupidi alati svolgono attività umane come vendemmia, oreficeria, corsa dei carri. All'ingresso campeggia l'affresco di Priapo, dio della fertilità rappresentato con attributi sessuali pronunciati, che serviva come amuleto contro il malocchio.
Il peristilio della Casa dei Vettii è stato ricostruito con le piante originali identificate attraverso i calchi delle radici, e le fontane sono tornate a zampillare ricreando l'atmosfera del giardino antico. Le sale da pranzo (triclinia) affacciate sul giardino presentano decorazioni che celebrano i piaceri del banchetto con nature morte di frutta, selvaggina e pesci.
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Villa dei Misteri
La Villa dei Misteri è probabilmente la residenza antica più famosa al mondo, grazie al ciclo di affreschi che ha dato nome alla villa. Situata appena fuori dalla Porta Ercolano, questa villa suburbana occupava una posizione panoramica affacciata sul Golfo di Napoli.
La megalografia dionisiaca che decora una delle sale costituisce uno dei capolavori assoluti della pittura antica. Su uno sfondo di rosso pompeiano intensissimo si stagliano ventinove figure a grandezza naturale che rappresentano una sequenza di scene legate ai misteri dionisiaci, probabilmente un rito di iniziazione al culto di Dioniso. L'interpretazione precisa della sequenza è ancora dibattuta dagli studiosi: alcuni vi leggono l'iniziazione di una sposa ai misteri coniugali, altri un percorso iniziatico vero e proprio ai culti dionisiaci, altri ancora un'allegoria filosofica sulla conoscenza.
La villa aveva una doppia funzione: la parte residenziale (villa d'otium) era destinata al riposo e allo svago del proprietario, mentre la parte rustica comprendeva impianti per la produzione del vino. Questa combinazione era tipica delle ville suburbane dell'aristocrazia romana, che univano i piaceri della vita campestre alla redditività economica della proprietà agricola.
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Casa del Menandro
La Casa del Menandro rappresenta una delle domus più lussuose di Pompei e probabilmente apparteneva alla gens Poppaea, la famiglia dell'imperatrice Poppea moglie di Nerone. Il nome deriva dall'affresco del commediografo greco Menandro dipinto in una delle sale.
La scoperta più straordinaria avvenuta in questa casa fu il tesoro di argenterie: centodiciotto pezzi tra cui servizi da tavola completi, cucchiai, coppe e piatti finemente decorati, oggi conservati al Museo Archeologico di Napoli. Questo tesoro rappresenta il più ricco corredo di argenterie mai trovato in una casa privata romana e testimonia il livello di ricchezza raggiunto dalla famiglia proprietaria.
La domus disponeva di terme private complete di calidarium, tepidarium e frigidarium, un lusso rarissimo nelle abitazioni private. Gli affreschi includono scene dall'Iliade e dalla guerra di Troια. Particolarmente ben conservato è il quartiere della servitù, che permette di comprendere come vivevano gli schiavi in una grande casa aristocratica.
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Casa degli Amorini Dorati
La Casa degli Amorini Dorati prende nome dai medaglioni in vetro con cupidi su foglia d'oro che decoravano le pareti (gli originali sono al Museo Archeologico di Napoli). Questa domus, probabilmente appartenente alla famiglia dei Poppaei, si distingue per l'eleganza raffinata delle proporzioni e la qualità delle decorazioni.
Il peristilio con il suo giardino è uno dei meglio conservati di Pompei. Il ninfeo monumentale, fontana decorata con mosaici e conchiglie, domina lo spazio del giardino creando un ambiente di grande suggestione. Le statue, le erme e le fontane minori completavano un insieme scenografico studiato per impressionare gli ospiti. Gli affreschi in Terzo e Quarto Stile presentano scene mitologiche delicate e paesaggi idilliaci che riflettono i gusti raffinati dell'aristocrazia augustea.
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Altre Domus Visitabili negli Scavi
Oltre alle cinque domus principali, gli scavi di Pompei offrono la possibilità di visitare numerose altre abitazioni aristocratiche, ciascuna con caratteristiche distintive che arricchiscono la comprensione della vita romana.
La Casa del Poeta Tragico è celebre per il mosaico all'ingresso con la scritta "Cave Canem" (attenti al cane) e per gli affreschi di soggetto teatrale. La Casa dell'Efebo prende nome dalla statua bronzea di un giovane atleta e presenta un elegante giardino con triclinio estivo. La Casa di Marco Lucrezio Frontone custodisce affreschi mitologici di qualità raffinata in Terzo Stile.
La Casa della Venere in Conchiglia presenta un affresco monumentale nel giardino che raffigura la dea Venere emergente dalle acque, con un giardino dipinto che crea un'illusione scenografica spettacolare. La Casa di Loreio Tiburtino è nota per il canale euripus con cascatelle che attraversa il giardino inferiore, creando un ambiente particolarmente scenografico ispirato alle ville imperiali.
La Casa del Centenario, così chiamata perché scoperta nel 1879 durante il diciottesimo centenario dell'eruzione, conserva affreschi di contenuto erotico che testimoniano la libertà di espressione artistica della società romana. La Casa di Cecilio Giocondo ha restituito un prezioso archivio di tavolette cerate con contratti commerciali che hanno permesso di ricostruire l'attività economica di un banchiere pompeiano.
La Casa di Pansa occupa un intero isolato e rappresenta un esempio perfetto di domus con pianta regolare. La Casa del Labirinto prende nome dal mosaico con Teseo e il Minotauro nel labirinto. La Villa di Giulia Felice aveva la particolarità di affittare al pubblico una parte delle terme private, testimonianza di un'imprenditorialità femminile piuttosto rara per l'epoca.
Le ville suburbane completano il quadro dell'architettura abitativa pompeiana. La Villa di Diomede, situata fuori dalla Porta Ercolano, presenta un grande criptoportico dove furono trovate numerose vittime dell'eruzione che avevano cercato rifugio. Queste ville extraurbane univano la funzione residenziale a quella agricola e godevano di posizioni panoramiche privilegiate.
Come Visitare le Domus di Pompei
La visita alle domus richiede una pianificazione attenta per godere al meglio di queste straordinarie testimonianze dell'architettura romana. Il biglietto ordinario degli Scavi di Pompei include l'accesso a tutte le domus aperte, oltre agli edifici pubblici, al foro, all'anfiteatro e alle terme. Il costo è di diciotto euro per il biglietto Pompei Express oppure ventiquattro euro per il Pompei Plus che include anche le ville suburbane come la Villa dei Misteri.
È importante tenere presente che non tutte le domus sono sempre accessibili. Molte vengono chiuse a rotazione per restauri o manutenzione ordinaria. Si consiglia di verificare sul sito ufficiale pompeiisites.org quali domus sono aperte nel giorno previsto per la visita.
Quanto Tempo Serve
Il tempo necessario dipende dal livello di approfondimento desiderato. Una visita rapida che includa le tre domus principali (Casa del Fauno, Casa dei Vettii e Villa dei Misteri) richiede circa tre ore. Una visita completa che comprenda cinque-otto domus necessita di una giornata intera, circa sei-otto ore. Gli appassionati che desiderano visitare tutte le domus accessibili dovranno pianificare due giornate di visita.
Suggerimenti Pratici
L'audioguida o una visita guidata sono praticamente indispensabili per comprendere il significato degli ambienti e delle decorazioni. Senza spiegazioni, le domus rischiano di apparire come semplici sequenze di stanze vuote, mentre la comprensione della loro funzione e del loro significato sociale trasforma la visita in un'esperienza culturale profonda.
Le scarpe comode sono essenziali: i pavimenti sono irregolari, molti ambienti hanno sanpietrini originali, e la visita comporta parecchi chilometri a piedi. È consigliabile portare una borraccia d'acqua, dato che le fontanelle sono poche all'interno del sito. Le fotografie sono permesse senza flash e senza treppiede.
L'orario migliore per la visita è la mattina presto, tra le nove e le undici, quando la luce naturale illumina perfettamente gli atri attraverso i compluvia e la folla è meno intensa. Molti visitatori trovano utile visitare prima il Museo Archeologico Nazionale di Napoli per vedere i mosaici e gli affreschi originali più importanti, e poi gli scavi: questa sequenza aiuta a comprendere meglio il contesto e l'importanza di ciò che si osserva nelle domus.
Le Domus di Pompei al Museo Archeologico di Napoli
Molti dei tesori più preziosi delle domus pompeiane sono stati trasferiti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli per garantirne la conservazione ottimale. La visita al museo costituisce un complemento essenziale alla visita degli scavi.
Dalla Casa del Fauno provengono il celebre Mosaico di Alessandro, esposto nella Sala 61, la statuetta originale del Fauno danzante in bronzo, e numerosi altri mosaici pavimentali figurati di qualità straordinaria. Dalla Casa del Menandro proviene il tesoro di centodiciotto argenterie, esposto al secondo piano del museo, che comprende servizi da tavola completi con decorazioni raffinate.
Dalla Casa degli Amorini Dorati provengono i medaglioni originali in vetro con cupidi su foglia d'oro. Dalla Villa dei Misteri e da altre domus provengono affreschi staccati conservati nelle sale dedicate alla pittura pompeiana. Il museo ospita anche il cosiddetto Gabinetto Segreto, che raccoglie gli affreschi e gli oggetti di contenuto erotico provenienti dalle domus e dai lupanari pompeiani, testimonianza della libertà espressiva della società romana in materia sessuale.
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Gli Stili Pittorici delle Domus Pompeiane
Gli affreschi delle domus seguono una evoluzione stilistica che gli studiosi hanno classificato in quattro fasi successive, dalla metà del II secolo a.C. fino all'eruzione del 79 d.C.
Il Primo Stile, diffuso tra il 150 e l'80 a.C., è detto "a incrostazione" perché imitava mediante stucchi colorati in rilievo l'aspetto di costose lastre di marmo policromo. Questa tecnica decorativa, tecnicamente complessa e costosa, era riservata alle domus più antiche e ricche.
Il Secondo Stile, tra l'80 e il 20 a.C., è detto "architettonico" perché creava l'illusione di architetture prospettiche dipinte: colonne, portici, giardini e paesaggi che sembravano aprire le pareti verso spazi immaginari. Il capolavoro assoluto di questo stile è la megalografia della Villa dei Misteri.
Il Terzo Stile, tra il 20 a.C. e il 50 d.C., è detto "ornamentale" e si caratterizza per decorazioni delicate e fantasiose. Le pareti vengono divise in pannelli con sottili elementi architettonici stilizzati, candelabri vegetali, festoni, e quadretti centrali con scene mitologiche o paesaggi in miniatura.
Il Quarto Stile, tra il 50 e il 79 d.C., è detto "illusionistico" e rappresenta una sintesi barocca dei tre stili precedenti. Combina architetture fantastiche con scene mitologiche di grandi dimensioni e decorazioni ricchissime. L'esempio perfetto è la Casa dei Vettii, dove questo stile raggiunge la massima complessità e virtuosismo.
La maggior parte delle domus visitabili presenta affreschi in Terzo e Quarto Stile, essendo stati ridipinti negli ultimi decenni prima dell'eruzione secondo le mode più recenti dell'epoca.
Domande Frequenti sulle Domus di Pompei
Qual è la domus più bella di Pompei? La risposta dipende dai criteri di valutazione. Per la qualità degli affreschi la Casa dei Vettii è insuperabile, con colori straordinariamente conservati. Per dimensioni e ricchezza complessiva la Casa del Fauno domina con i suoi tremila metri quadrati. Per fascino e mistero la Villa dei Misteri con il suo ciclo dionisiaco rimane unica. Per i giardini la Casa degli Amorini Dorati offre uno degli esempi meglio conservati.
Quante domus ci sono a Pompei? Negli scavi sono state identificate oltre mille unità abitative, ma solo una parte sono grandi domus aristocratiche. Il numero esatto delle domus visitabili varia perché molte vengono chiuse a rotazione per restauri e manutenzione.
Si possono visitare tutte le domus in un giorno? È praticamente impossibile. Una visita completa di sei-otto ore permette di vedere le cinque-otto domus principali con attenzione. Per visitare tutte le domus accessibili servirebbero almeno due giornate. È consigliabile concentrarsi sulle domus più importanti per avere un'esperienza di qualità piuttosto che cercare di vedere tutto superficialmente.
Perché le domus non hanno finestre sulla strada? Questa caratteristica rispondeva a tre esigenze fondamentali: garantire la privacy della vita familiare, proteggere la casa da furti e intrusioni, isolare gli ambienti dal rumore della strada. Tutta l'illuminazione proveniva dall'atrio e dal peristilio interni. Solo le botteghe e le taberne avevano aperture dirette sulla strada per necessità commerciali.
I mosaici e gli affreschi sono originali? Gli affreschi visibili nelle domus sono quasi tutti originali del I secolo d.C., miracolosamente conservati dalla coltre di cenere e lapilli che li ha protetti per duemila anni. I mosaici pavimentali più importanti, come il Mosaico di Alessandro dalla Casa del Fauno, sono stati trasferiti al Museo Archeologico di Napoli per una migliore conservazione, ma molti mosaici rimangono ancora in situ. Quando sono presenti copie moderne, questo viene sempre chiaramente indicato.
Si può entrare nelle stanze delle domus? L'accesso varia da domus a domus e da stanza a stanza. Alcune aree sono completamente accessibili, mentre altre sono protette da barriere per motivi di conservazione. In ogni caso è sempre possibile affacciarsi e osservare gli ambienti da vicino. Le domus più grandi come la Casa del Fauno e la Casa del Menandro offrono percorsi di visita piuttosto completi. La Villa dei Misteri permette di entrare nella sala della megalografia per ammirare da vicino gli straordinari affreschi.
Collegamenti e Approfondimenti
La conoscenza delle domus pompeiane si arricchisce visitando anche gli altri edifici degli scavi. Il Foro di Pompei era il centro della vita politica e religiosa. L'Anfiteatro è il più antico anfiteatro romano conservato. Il Lupanare con i suoi affreschi erotici testimonia un aspetto particolare della società romana. Le Terme mostrano come funzionavano i bagni pubblici.
Per approfondire la storia della città , consulta la sezione sulla storia di Pompei dalle origini all'eruzione. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli custodisce i tesori più preziosi delle domus. Per informazioni pratiche, consulta le pagine sui biglietti e prenotazioni, su come arrivare a Pompei, e sugli hotel nelle vicinanze degli scavi.
Prenota la Tua Visita
Le domus di Pompei offrono un'esperienza unica nel panorama archeologico mondiale. Camminare negli stessi ambienti in cui vivevano i romani duemila anni fa, ammirare gli affreschi originali, osservare i dettagli della vita quotidiana antica è un privilegio straordinario che Pompei rende possibile come nessun altro sito al mondo.
Prenota i tuoi biglietti per gli Scavi di Pompei e preparati a scoprire le meraviglie dell'architettura domestica romana. Per un'esperienza completa, considera di visitare anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dove sono conservati i tesori più preziosi delle domus pompeiane.
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La Vita Quotidiana In Una Domus Romana nel 100 d.C





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